GENOVA
Bimba malata in coma a Londra, sì del Gaslini di Genova al trasferimento
Bima in coma a Londra, sì del Gaslini alla richiesta del trasferimento

Tafida ha cinque anni, è ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Royal Hospital di Londra, è in coma per un aneurisma cerebrale che si è rotto. Non sa che i medici britannici vorrebbero dichiararne la morte cerebrale e sospendere le cure intensive, per poi accompagnarla, con cure palliative, alla morte. Insomma, staccare la spina.

A opporsi a tutto questo è la famiglia della bambina che, dopo essersi rivolti all'Alta Corte britannica, ha chiesto la 'second opinion' agli specialisti del Gaslini di Genova. E facendo questo hanno aperto la porta alla speranza. Appena ricevuta la richiesta, il Gaslini ha composto un collegio tecnico di specialisti che hanno inviato un documento ai colleghi di Londra, con i quali successivamente si è anche svolta una videoconferenza collegiale.

I documenti evidenziano l'estrema gravità delle condizioni cliniche, in linea con quanto indicato dai medici inglesi, ma sottolinea che in Italia non si opera una sospensione delle cure, se non in caso di morte cerebrale. E Tafida secondo gli specialisti del Gaslini non presenta 'morte cerebralè. Quindi le cure non possono essere sospese. Mentre gli specialisti si confrontavano con il quadro clinico della bambina, il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia, ha ricevuto una lettera da parte dei genitori della bambina, che hanno accolto la disponibilità a accogliere la piccola Tafida nell'ospedale genovese, proponendo di trasportarla in sicurezza e a proprie spese all'ospedale pediatrico.

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È bastato un attimo per dire sì. Spesso, il pediatrico Gaslini si è rivelato una grande eccellenza nei casi più disperati: come quello di Amor, un bimbo di 2 anni operato in Tunisia e poi trasferito a Genova per essere salvato di nuovo da una gravissima forma di cardiopatia. O come nel caso del ragazzino albanese di 15 anni in stato vegetativo da mesi, salvato dopo un complesso intervento chirurgico. Ma nel caso di Tafida, il problema potrebbe essere un altro: il Royal Hospital ha rifiutato di farla partire, tanto che la famiglia ha deciso di ricorrere all'Alta Corte. Come è successo con Charlie Gard, il bimbo ricoverato nel 2017 con una rara malattia.

I genitori volevano portarlo a New York, ma l'Alta Corte britannica si oppose e Charlie è morto. E Alfie, con una rara forma di malattia neurovegetativa, al quale i medici britannici staccarono il respiratore, nonostante la richiesta dei genitori che volevano portarlo al Bambino Gesù, l'ospedale romano dove poco tempo dopo venne curato Alex, altro bimbo con una malattia rara, proveniente anche lui da Londra. Alex si è salvato, Alfie no.

In tanti in Italia hanno lanciato un appello perché la piccola raggiunga il Gaslini: il governatore della Liguria Giovanni Toti (FI), il presidente dell'Udc Antonio De Poli (senatore del gruppo di Forza Italia), che ha chiesto all'Ue di intervenire, alcuni senatori della Lega, che accusano la Gran Bretagna di voler «risparmiare sulla pelle dei bambini». Dal Gaslini è venuta solo la nota ufficiale con la quale si annuncia la disponibilità a accogliere la bimba. Resta da attendere la decisione dell'Alta Corte.

Mercoledì 17 Luglio 2019, 14:53
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