LEGGE QUADRO
Il medico scolastico torna tra i banchi: la proposta del ministro Grillo riscuote consensi
Il medico scolastico torna tra i banchi: la proposta del ministro Grillo riscuote consensi

Trova largo consenso la proposta del ministro della Salute Giulia Grillo di reintrodurre nelle scuole la figura del medico scolastico, introducendola nella legge quadro sull'infanzia o con una delega. Una figura esistita in passato e che - ha spiegato il ministro - potrebbe essere utile per affrontare temi come «i disturbi della sfera psichica della sessualità, il bullismo, le dipendenze da sostanza ma anche da telefonini». Secondo il ministro Grillo «c'è uno spazio che ora è vuoto» per quanto riguarda il medico a scuola, una figura terza che potrebbe aiutare bambini e ragazzi in molte aree, dalla scuola dell'infanzia a quelle superiori. 

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Potrebbe «essere d'aiuto - sottolinea - anche sul tema dei vaccini». Una «figura - spiega ancora il ministro - sempre meno costosa che curare le patologie una volta che si presentano». In sintonia con la Grillo anche il collega della Pubblica Istruzione Marco Bussetti: «Sarebbe una gran bella cosa - ha detto - abbiamo già iniziato con delle attività in Calabria». 
 


Dello stesso parere i medici della Fnomceo secondo i quali per decenni il medico a scuola è stato un punto di riferimento: «faceva le vaccinazioni e svolgeva sorveglianza sanitaria. Oggi sarebbe importante reinserire questa figura nell'ambito di un progetto di educazione sanitaria, ovvero assegnandogli un ruolo formativo che prima non aveva». «L'educazione sanitaria veicolata dai camici bianchi, precisa il presidente Anelli all'ANSA, permetterebbe di affrontare quattro grandi temi, in primis la prevenzione, ovvero vaccini, in parte oggi gestita dai dipartimenti di igiene, grazie al quale stiamo facendo passi avanti nella lotta del cancro alla cervice uterina». 



L'altra questione sono gli stili di vita: «abbiamo percentuali altissime di bimbi e ragazzi in sovrappeso, questi temi sono affrontati dai professori ma sicuramente l'autorevolezza dei medici potrebbe dare un contributo». Il terzo punto, aggiunge Anelli, è la lotta alle dipendenze, non solo droghe, ma anche fumo e alcol. E, infine, potrebbero mettere a disposizione le proprie competenze nella lotta alle fake news in campo della salute, «ovvero insegnare ai nativi digitali come riconoscere i siti autorevoli e accreditati, l'importanza della certificazione delle informazioni e del metodo scientifico».

Martedì 2 Aprile 2019, 13:39
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