FROSINONE
Diossina, allarme rientrato
Martinelli (Ordine dei chimici):
«Ma le analisi vanno ripetute»
Il presidente dell'Ordine interregionale dei Chimici, Fabrizio Martinelli

La nube che si è sprigionata a Frosinone, a causa di un vasto incendio che ha interessato un deposito di rifiuti, ha creato apprensione e timori tra la popolazione. A 48 ore dal rogo le analisi dell'Arpa, però, assicurano che le diossine sono nei limiti di legge.
Il rischio diossine, dunque, è scongiurato. Ma perchè era così importante quest’analisi?
«Perchè l’incendio di balle di plastica produce inquinanti altamente tossici come, appunto, le diossine le quali, a lungo andare, possono provocare alterazioni del sistema immunitario, danni allo sviluppo fetale, disturbi alla produzione degli ormoni naturali del corpo» spiega il presidente dell’Ordine Interregionale dei Chimici, Fabrizio Martinelli.
E quando si sviluppano?
«Quando le temperature raggiungono i 1.200 gradi e, nei casi di incendi importanti, sono condizioni assai frequenti».
Ma perchè le diossine fanno così paura?
«Innanzitutto perchè il vento può trasportare questi microinquinanti anche nei territori adiacenti, ossia nei Paesi limitrofi; poi perchè sono idrorepellenti. E questo è un aspetto molto importante perchè, anche se piove, restano fissate a terra. Per di più sono particelle liposolubili, per cui, una volta assorbite dalla mucca che ingerisce l’erba, finiscono direttamente nel latte che consumiamo sulle nostre tavole».
E allora per poter stare tranquilli cosa serve?
«Serve ripetere le analisi per almeno tre-quattro giorni di seguito».
Ma le analisi vanno ripetute a Rieti?
«Sì, perchè è il laboratorio dell’Arpa più attrezzato del Lazio. E mi spiego: è un laboratorio munito di strumentazioni importanti e molto costose, per cui era impensabile averlo in ogni provincia del Lazio. Si pensò, allora, di realizzarne uno, ben attrezzato, e si scelse Rieti. Diciamo che è un laboratorio consortile, a servizio di tutte le province».
Considerando che l’incendio si è sviluppato domenica pomeriggio, perchè l’esito delle analisi si è avuto solo ieri?
«Perchè si tratta di analisi molto particolari per le quali necessitano 48 ore per avere risultati certi. Sono tempi tecnici. Prima è impossibile averli».
E in quest’intervallo di 48 ore si deve vivere nel dubbio?
«No, perchè i sindaci, ben sapendo che la popolazione corre un rischio, adottano delle misure precauzionali. Certo, alla fine possono risultare eccessive e inutili, ma nel dubbio ogni amministratore usa una strategia difensiva. Come ha fatto il sindaco di Frosinone».
Ma allora quale è il modo migliore per eliminare la plastica?
«Va trasportata nei termovalorizzatori dove le temperature superano i duemila gradi e le moderne strumentazioni consentono di eliminare ogni emissione di fumi» conclude il presidente dell’Ordine, Fabrizio Martinelli.

Martedì 25 Giugno 2019, 21:05
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