MEDICINA
«Ti amo» con la voce di una star: doppiatori “donano" parole a malati che non possono parlare
Pino Insegno

Sussurrare parole d'amore, anche quando la malattia ha rubato la voce. E pure mandare a quel paese qualcuno, quando ci vuole. Magari con il piglio di un divo del cinema. Perché un vaffà suona meglio se te lo dice Robert De Niro o Dustin Hoffman. E ancor di più un ti voglio bene, se a prestare le parole perdute è Leonardo DiCaprio o George Clooney, e non la voce metallica sintetizzata di un comunicatore elettronico. È un dono speciale quello in arrivo in occasione della Giornata mondiale della voce, in programma lunedì 16 aprile.

Motore dell'iniziativa l'attore e doppiatore Pino Insegno, che chiama a raccolta il mondo del doppiaggio italiano per adottare la campagna #unaparolapernemo del Centro clinico Nemo, struttura multidisciplinare ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari.  Sono già migliaia le parole donate sulla scia della mobilitazione partita qualche mese fa con un appello ad aderire rivolto a tutti. Parole messe al sicuro in una sorta di bancà, un vero e proprio archivio di messaggi che vanno dalle dichiarazioni d'amore agli incitamenti per la propria squadra di calcio, registrati attraverso un'App dedicata per essere poi utilizzati dai comunicatori elettronici delle persone che non possono più parlare a causa della malattia. E adesso il
vocabolario vocalesi allargherà notevolmente. Ci penseranno le voci dei doppiatori italiani che risponderanno all'appello di Insegno: di parole ne registreranno circa 3.600 l'uno, cercando di avvicinarsi il più possibile ai bisogni e alle esigenze delle persone che dovranno usarle, ma anche di cogliere gli usi, i costumi e i modi di dire più significativi che appartengono alla lingua italiana.

Non solo. Ogni paziente coinvolto potrà scegliere i messaggi più rappresentativi della sua personalità e dei suoi interessi: per esempio potrà far registrare i nomi dei propri cari o le affermazioni e le esclamazioni tipiche e uniche che lo contraddistinguono. Significa quindi che ogni doppiatore professionista farà una vera e propria adozione nel tempo del processo di personalizzazione della banca vocale destinata a ciascun utilizzatore. È una nuova fase della campagna, fanno sapere i promotori, che si svilupperà nei prossimi mesi. I risultati verranno presentati in occasione del Gran Premio internazionale del doppiaggio 2018, previsto a Roma per il prossimo novembre.

«La voce è parte fondamentale dell'identità di ognuno di noi e perderla compromette profondamente il benessere psicologico della persona - osserva Alberto Fontana, presidente del Centro clinico Nemo - Per questa ragione ringrazio Pino Insegno: il suo impegno e quello di tutti i doppiatori che parteciperanno al progetto è una risposta importante al messaggio che abbiamo lanciato con la campagna». «Grazie ai doppiatori -prosegue Fontana - le persone costrette dalla malattia a utilizzare un comunicatore elettronico potranno contare sulla voce di professionisti, capaci di farci emozionare tante volte da spettatori. Speriamo siano tante le persone che seguano il loro esempio, così da completare il prima possibile il vocabolario delle parole». «Ciao», «buona giornata», «speranza», «mamma» ma anche «rigore», «gol» e tante altre sono già nel database.

Venerdì 13 Aprile 2018, 16:33
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DIVENTA FAN DEL GAZZETTINO
staibene.it