IL PROGETTO
Roma, al Policlinico Gemelli un’innovativa area di Farmacologia Clinica a misura di donna
Roma, al Policlinico Gemelli un’innovativa area di Farmacologia Clinica a misura di donna

Guardare le differenze, per garantire cure appropriate e attivare una sperimentazione equamente distribuita su uomini e donne in condizioni effettive di parità. Nel solco della Medicina di Genere, una delle sfide più importanti dal punto di vista scientifico e clinico in medicina. Per tutelare e garantire la peculiarità biologica della donna, e il necessario biobalance, IrisRoma Onlus promuove, e sostiene in parte, un’innovativa area di Farmacologia Clinica di Genere, all’interno del Polo Donna del Policlinico Gemelli coordinato dal Prof. G. Scambia.

Trecento metri quadri di area di ricerca a alta tecnologia in cui sarà data particolare attenzione all’attività dei farmaci nel genere femminile. Un certo numero di letti di degenza, un laboratorio di ricerca per analisi, per studi di tossicità, farmaco cinetica, predizione della risposta, variazioni biologiche nel tumore da correlare alla somministrazione del farmaco; un’area di lavoro per le infermiere; un archivio dati.

«L’apertura di un’area così innovativa rappresenterà un complemento fondamentale a cavallo fra la clinica e la ricerca», ha affermato il Prof. G.Scambia, coordinatore del Polo  della Salute della Donna. «E soprattutto la possibilità di accesso per le pazienti a farmaci innovativi in sperimentazione».

Il primum movens guarda a farmaci prevalentemente oncologici, teoricamente potrebbero essere sperimentati farmaci anche per altre patologie (ndr. malattie autoimmuni, cardiologiche…). Un ultimatum dunque alla cosiddetta farmacologia indifferente. «Quella che ha causato una minor presenza di donne nelle sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci, anche per un bias ad excludendum», ha spiegato  Antonino Amato Direttore del Clinic Trial Center della Fondazione Universitaria del Policlinico Gemelli.

«I nostri ricercatori hanno dimostrato che financo a livello cellulare le singole cellule maschili e femminili sono differenti,  e le seconde nel caso per esempio dei tumori hanno una maggiore capacità di reazione. Forse anche per questo, nonostante la discriminazione di fatto, le donne continuano a avere una vita più lunga», ha spiegato Walter Ricciardi Presidente Istituto Superiore di Sanità.

«La Donna quasi sempre caregiver all’interno del nucleo familiare non beneficia ancora di altrettanta attenzione nei confronti del proprio stato di salute. Nulla si fa a costo zero. Ma pensare a una medicina e la farmacologia per le donne è fondamentale, ha ricadute straordinarie, attiene alla libertà, e qualifica la scienza stessa», ha sostenuto Emilia De Biase, Presidente della Commissione Sanità del Senato. 

«Questa sfida che promuoviamo è un passo avanti nella lotta che quotidianamente combattiamo  per la Vita, per le Donne e per i loro Diritti. Compresi quelli di arrivare all’equità della cura, alla sua appropriatezza e avere accesso a farmaci innovativi», ha spiegato Olga Naso, Presidente di IrisRoma Onlus.

Nell’ottica della condivisione e di camminare insieme verso la parità, in ambito scientifico, medico e professionale, IrisRomaOnlus ha proposto al Prof.G.Scambia, nel cui Polo della Salute della Donna lavorano 647 donne, di aderire alla campagna “HeForShe”, promossa da UnWomen, organizzazione delle Nazioni Unite per la Parità di Genere, con un innovativo e necessario passo avanti per agire sul cambiamento. La sua candidatura a  testimonial  della campagna, è stata accolta da Mrs Simone Ovart, Presidente di UnWomen Italia, con l'auspicio che questo esempio sia seguito da molti ricercatori e scienziati. 

Candidatura approvata anche da Valeria Fedeli, VicePresidente del Senato che ha concluso ieri la conferenza stampa nella sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, sottolineando i prodromi in nuce del cambiamento in atto: «Entrare nella ricerca farmacologica di genere è uno straordinario segnale per il Paese soprattutto per sostenere che condividiamo e rispettiamo le differenze. La scelta di oggi, quale futuro testimonial della campagna HeFoShe, è in settore molto differente rispetto a altri. Quando oltre al volto si mettono le azioni che incidono così profondamente sulla salute e sulla libertà delle donne vuol dire che il passo avanti è davvero significativo». 

Mercoledì 20 Aprile 2016, 18:13
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